Il territorio deve fare sintesi. Tutte le istituzioni e le realtà territoriali devono svolgere con impegno e competenza il proprio ruolo e ragionare su un fattore comune, con l’obiettivo di ottenere risposte rapide e certe dal governo. Non siamo al giorno zero. Abbiamo fatto, in questi mesi, piccoli passi avanti. Un esempio - da valorizzare - è il tavolo interministeriale istituito proprio per affrontare la vertenza Taranto. Una piattaforma che deve essere però potenziata e rafforzata. E’ necessario, ad esempio, che al tavolo prenda parte (insieme agli interlocutori già presenti, rappresentanti dei ministeri, enti locali, prefetto, commissario per le bonifiche e garante) la Camera di Commercio di Taranto. L’ingresso dei rappresentanti del mondo dell’economia ionica servirà ad avere un quadro più completo dei problemi e delle istanze del territorio. L’altra necessità è che al tavolo prendano parte anche i parlamentari di Taranto e provincia: è importante che gli eletti che oggi siedono in Parlamento abbiano contezza dei risultati del confronto interministeriale e possano formulare, in base alle indicazioni raccolte, la loro proposta politica per il bene del territorio. Avere un tavolo interministeriale ad hoc è un grande punto di partenza, ma il confronto va rivitalizzato e rinsaldato, per poter essere incisivi sull’azione di governo. Solo così potremo avere risposte sulle questioni-chiave: ambiente, bonifiche, porto, zona franca urbana, emergenza lavoro. Abbiamo una legge per far applicare l’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva di Taranto – prescrizioni e interventi che devono essere monitorati per valutarne la reale efficacia; abbiamo, inoltre, un nuovo ospedale già finanziato con 210 milioni di euro. Ora tocca a tutti noi, interlocutori del governo, fare sistema e far sentire la nostra voce a livello nazionale, per ottenere i migliori risultati per Taranto e la provincia ionica.
Posted by Fabio Ligonzo
| 23:09
Il documento promosso da Rete
Imprese Italia e sottoscritto a Taranto da CNA, Confartigianato e Confesercenti,
mi trova largamente d’accordo. I problemi delle piccole e medie imprese del
commercio e dell’artigianato sono analizzati e spiegati con responsabilità e
realismo. Avere oggi un interlocutore al governo è il primo punto di partenza
importante. Le proposte su IVA, IMU, TARES e cassa integrazione in deroga sono
tutte presenti, ad esempio, nelle dichiarazioni programmatiche del nuovo
presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta. Taranto, considerata la sua
situazione di emergenza, può e deve allargare il dibattito.
Il territorio deve fare sintesi. Tutte le istituzioni e le realtà territoriali devono svolgere con impegno e competenza il proprio ruolo e ragionare su un fattore comune, con l’obiettivo di ottenere risposte rapide e certe dal governo. Non siamo al giorno zero. Abbiamo fatto, in questi mesi, piccoli passi avanti. Un esempio - da valorizzare - è il tavolo interministeriale istituito proprio per affrontare la vertenza Taranto. Una piattaforma che deve essere però potenziata e rafforzata. E’ necessario, ad esempio, che al tavolo prenda parte (insieme agli interlocutori già presenti, rappresentanti dei ministeri, enti locali, prefetto, commissario per le bonifiche e garante) la Camera di Commercio di Taranto. L’ingresso dei rappresentanti del mondo dell’economia ionica servirà ad avere un quadro più completo dei problemi e delle istanze del territorio. L’altra necessità è che al tavolo prendano parte anche i parlamentari di Taranto e provincia: è importante che gli eletti che oggi siedono in Parlamento abbiano contezza dei risultati del confronto interministeriale e possano formulare, in base alle indicazioni raccolte, la loro proposta politica per il bene del territorio. Avere un tavolo interministeriale ad hoc è un grande punto di partenza, ma il confronto va rivitalizzato e rinsaldato, per poter essere incisivi sull’azione di governo. Solo così potremo avere risposte sulle questioni-chiave: ambiente, bonifiche, porto, zona franca urbana, emergenza lavoro. Abbiamo una legge per far applicare l’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva di Taranto – prescrizioni e interventi che devono essere monitorati per valutarne la reale efficacia; abbiamo, inoltre, un nuovo ospedale già finanziato con 210 milioni di euro. Ora tocca a tutti noi, interlocutori del governo, fare sistema e far sentire la nostra voce a livello nazionale, per ottenere i migliori risultati per Taranto e la provincia ionica.
Il territorio deve fare sintesi. Tutte le istituzioni e le realtà territoriali devono svolgere con impegno e competenza il proprio ruolo e ragionare su un fattore comune, con l’obiettivo di ottenere risposte rapide e certe dal governo. Non siamo al giorno zero. Abbiamo fatto, in questi mesi, piccoli passi avanti. Un esempio - da valorizzare - è il tavolo interministeriale istituito proprio per affrontare la vertenza Taranto. Una piattaforma che deve essere però potenziata e rafforzata. E’ necessario, ad esempio, che al tavolo prenda parte (insieme agli interlocutori già presenti, rappresentanti dei ministeri, enti locali, prefetto, commissario per le bonifiche e garante) la Camera di Commercio di Taranto. L’ingresso dei rappresentanti del mondo dell’economia ionica servirà ad avere un quadro più completo dei problemi e delle istanze del territorio. L’altra necessità è che al tavolo prendano parte anche i parlamentari di Taranto e provincia: è importante che gli eletti che oggi siedono in Parlamento abbiano contezza dei risultati del confronto interministeriale e possano formulare, in base alle indicazioni raccolte, la loro proposta politica per il bene del territorio. Avere un tavolo interministeriale ad hoc è un grande punto di partenza, ma il confronto va rivitalizzato e rinsaldato, per poter essere incisivi sull’azione di governo. Solo così potremo avere risposte sulle questioni-chiave: ambiente, bonifiche, porto, zona franca urbana, emergenza lavoro. Abbiamo una legge per far applicare l’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva di Taranto – prescrizioni e interventi che devono essere monitorati per valutarne la reale efficacia; abbiamo, inoltre, un nuovo ospedale già finanziato con 210 milioni di euro. Ora tocca a tutti noi, interlocutori del governo, fare sistema e far sentire la nostra voce a livello nazionale, per ottenere i migliori risultati per Taranto e la provincia ionica.



